La fillossera alle Canarie: un segnale d'allarme per la viticoltura europea?
La recente comparsa della fillossera a Tenerife ha scosso il mondo del vino. Questo afide, responsabile della più devastante crisi viticola dell’Ottocento, ha fatto il suo ingresso in uno degli ultimi baluardi indenni: le Isole Canarie.
Fino ad oggi, il suolo sabbioso e vulcanico dell'arcipelago era considerato un rifugio sicuro, inospitale per il parassita. Ma i nuovi focolai, rilevati in vigneti abbandonati nella Valle de Guerra e a La Matanza, dimostrano che nemmeno queste condizioni estreme sono più garanzia di protezione.
La domanda è inquietante: se la fillossera riesce ad attecchire anche qui, siamo di fronte a un ritorno della “peste” della viticoltura? Le viti delle Canarie, non innestate su portainnesti americani, sono particolarmente vulnerabili. E con la vendemmia in corso, il rischio di diffusione è altissimo. Uno scenario apocalittico?
- La fillossera attacca le radici, portando alla morte della pianta.
- I portainnesti americani sono l'unico rimedio noto, ma nelle Canarie non sono mai stati usati.
- Il patrimonio viticolo prefillosseriano rischia di scomparire.
- Il settore vitivinicolo locale, che impiega migliaia di persone, è in bilico.
Questa non è solo una crisi locale. È un monito globale: la fillossera non è un capitolo chiuso della storia del vino. È un nemico silenzioso, pronto a riemergere dove meno ce lo aspettiamo.
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